Scolopax rusticola – Beccaccia

Appartiene all’ordine dei Caradriformi e alla famiglia degli Scolopacidi. Grande come un piccione domestico; corpo tarchiato, becco lungo e dritto. Piumaggio con colorazione mimetica marrone, nero e bianco-crema. Grandi occhi situati lateralmente distanti dal becco.
Abitudini

Attiva al crepuscolo e di notte, si alza in volo senza rumore. Ha un accentuato mimetismo che la rende difficilmente individuabile sul suolo e si alza solo se ci si avvicina a pochi metri. Migra di notte.
Alimentazione
Si nutre di piccoli animali terricoli, specialmente lombrichi e insetti del sottobosco; ridotta l’alimentazione di tipo vegetale.

Riproduzione
Effettua spettacolari voli territoriali all’alba e al crepuscolo appena sopra gli alberi. Il nido è costituito da una cavità a fondo piatto ricoperta con poco materiale, ed è collocato a terra.
Habitat
Nidifica in boschi di latifoglie o misti con radure. Durante lo svernamento frequenta boschi freschi ed umidi e prati con preferenza nei pressi di fiumi, torrenti o stagni.

Distribuzione

In Italia nidifica al Nord dalla provincia di Bologna alle Alpi. Nel resto del territorio è presente come svernante.

Nella Riserva la Beccaccia sverna dalla prima metà di novembre a metà marzo. Le aree maggiormente frequentate si trovano lungo la valle del Paglia, in boschi e prati umidi. Osservata anche nel bosco secolare del Sasseto. La popolazione svernante è probabilmente composta da diverse decine di esemplari.

Conservazione
Sulla Beccaccia è stato scritto molto, ma i modi di vita di questo uccello ritirato e misterioso sono ancora in parte sconosciuti. Essendo una specie cacciabile è grave che non siano ben conosciute le sue esigenze ambientali, la dinamica delle popolazioni e la sua produttività.

Relazioni con l’uomo
Nella tradizione popolare rappresenta lo sciocco che si lascia gabbare facilmente.

Curiosità
Gli occhi laterali della Beccaccia le consentono, senza muoversi, di controllare un campo visivo completo di 360 gradi. Vivendo in bosco è stata la pressione esercitata dai predatori terrestri (come Volpe o piccoli mustelidi) che ha favorito nella Beccaccia uno sviluppo eccezionale del campo visivo.

BIBLIOGRAFIA E ARCHIVIO FOTOGRAFICO:

Museo del Fiore

Archivio Multimediale del Territorio

della Riserva Naturale Monte Rufeno

a cura di Gianluca Forti, Roberto Papi e Bruno Paparatti

© 2001 – Museo del Fiore – Comune di Acquapendente (VT)