Oggi per le pillole di #iorestoacasa vi presentiamo l’Olivo (Olea europea L. subsp. europea) …..

E’ l’albero simbolo dei paesaggi dell’Italia centrale dalla splendide forme specie quando secolare e dalla spremitura autunnale dei frutti si ha uno dei prodotti che sono un vanto dell’agricoltura italiana con le sue tante cultivar.

E’ una pianta tipica dell’area mediterranea della famiglia delle oleacee e l’olivo selvatico o oleastro (Olea europea sylvestris) è spontaneo soprattutto lungo le coste e presente anche nel nostro territorio.

Oltre quelle alimentari dell’olivo e dell’olio sono note da tempo immemore le proprietà medicamentose che fanno della pianta una autentica farmacia di campagna.

Ad Acquapendente in caso di febbre, mal d’orecchie, mal di gola e distorsioni si ricorreva a unzioni con l’”olio ferrato”, ovvero olio riscaldato con un ferro arroventato. A freddo l’olio veniva utilizzato per contusioni e disturbi della pelle. Dal fondo dei contenitori per la conservazione dell’olio si prendeva anche lo scarto di sedimento (“morca”) e veniva utilizzato come protettivo per la conservazione dei formaggi, magari unito ad erbe con proprietà antiparassitarie (noce, timo, …). La pianta era utilizzata anche per gli animali con l’olio o la “morca” come componente di pastoni rinvigorenti e le foglie in estate erano raccolte per nutrire le mucche (“vaccine”) con un taglio apposito (“brollo”).

L’uso più noto proprio in questi giorni di PASQUA è quello della “palma benedetta” per la Domenica delle Palme (quest’anno con un po’ più di difficoltà) che viene riposta nella casa a sua protezione. Un tempo veniva utilizzata in riti popolari di tipo propiziatorio o per invocare protezione durante temporali. La palma benedetta dell’anno precedente in quasi tutte le famiglie veniva bruciata e la cenere sparsa nei campi e orti per auspicare il miglior nuovo raccolto.

Ad Acquapendente sono coltivate varietà come il Frantoio, Leccino, Leccino dal corno, Moraiolo, Pendolino ma ancora al limite nord il Canino più termofilo, e da alcuni anni alcuni imprenditori agricoli e agriturismi stanno recuperando una cultivar locale più resistente al gelo e che ha superato qui la famosa nevicata del ’57 (anno duro in cui si ebbe per noi anche una epidemia di tipo influenzale).

 

#iorestoacasa #simulabo #resina #connessioniverdi #laculturacura #LaConoscenzaAntidotoAllaPaura