[vc_row][vc_column width=”1/4″][vc_single_image image=”807″ img_size=”full” alignment=”right”][/vc_column][vc_column width=”3/4″][vc_column_text]Oggi per le pillole di #iorestoacasa vi presentiamo ancor prima che un fiore una bella storia che vogliamo raccontare. Una nostra amica, Maria Teresa, ci ha inviato la foto di una bellissima e rara orchidea selvatica che è nata nel suo giardino di Torre Alfina.

Si tratta di una Ofride verde-bruna o Fior di ragno (Ophrys sphegodes Mill.) che vive generalmente in pratelli e ai margini erbacei del bosco e come tutte le orchidee la pianta ha due bulbi e i piccoli semi sono dispersi dal vento con l’intento di trovare nel terreno un fungo specifico con cui instaurare una micorriza, una unione con un fungo che è basilare per assorbire le sostanze nutritive.

Come tutte le piante dello stesso genere Oprys (dal greco sopracciglia), ha dei piccoli fiori riuniti in infiorescenza allungata e i singoli fiori hanno dei petali modificati pelosi che mimano un insetto apoideo maschio che viene qui attratto per i segni del corteggiamento e per un inebriante miscela di molecole che “mima” chimicamente i richiami sessuali (feromoni) emessi dalle femmine dell’insetto.

Oggi questa pianta è protetta su tutto il territorio nazionale, e nel giardino di Maria Teresa può crescere tranquilla.

Maria Teresa inoltre ci ha detto che un tempo era frequente sotto i tigli del viale alberato d’ingresso al paese e conosciuta con il nome di “Scarpetta della Madonna”.

In periodo di Covid-19, ci fa piacere associare la nascita di una “Scarpetta della Madonna” nel giardino di questa famiglia prendendola come presenza benedicente.
Piano piano e con il piacere delle piccole cose si esce da questa emergenza.

 

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