Upupa – Upupa epops

Appartiene all’ordine dei Coraciformi e alla famiglia degli Upupidi.

Ha una figura caratteristica, con dimensioni un po’ più grandi dello Storno, ma molto più appariscente.

Il becco è sottile e ricurvo ed ha una cresta che può essere eretta; il piumaggio del corpo è brunastro-arancione chiaro, le remiganti e la coda hanno evidenti e contrastate fasce bianche e nere.

Abitudini

Ha un volo marcatamente ondulato, con battiti alari ampi ed irregolari. Il canto di corteggiamento in genere di tre sillabe, simile ad un sonoro “upupup”, è udibile anche da lontano.

Alimentazione

Ha un volo marcatamente ondulato, con battiti alari ampi ed irregolari. Il canto di corteggiamento in genere di tre sillabe, simile ad un sonoro “upupup”, è udibile anche da lontano.

Riproduzione

Nidifica nelle cavità come buchi di alberi, vecchi nidi di picchi, buchi dei muri e delle rocce, tra i mucchi di pietre e nelle apposite cassette nido.

Distribuzione e Habitat

È una specie migratrice nidificante e diffusa in tutta Italia, con esclusione delle zone di alta montagna e delle piccole isole. Può svernare in Sicilia e Sardegna. In Toscana è stato osservato che le zone con le maggiori densità di Upupa sono quelle con la più bassa presenza umana

L’Upupa occupa boschi radi, frutteti, oliveti, e terreni aperti dove sono presenti siti idonei alla nidificazione, come vecchi alberi cavi.

L’Upupa è presente in tutta la Riserva e frequenta prevalentemente i boschi radi (in particolare le pinete), le radure, le strade e gli ambienti aperti (incolti, cespuglieti ed oliveti). Si trova anche nella “Castagnina” dove sono molto abbondanti le cavità sugli alberi. Sono stimate dalle 13 alle 15 coppie; nel 1998 sono state installate 10 cassette nido per Upupa.

Conservazione

In Italia la specie è ritenuta in diminuzione così come nell’Europa centrale. Le cause sembrano essere climatiche, cambiamenti ambientali ed uso di insetticidi. In alcune aree un importante fattore limitante può essere la scarsità di cavità adatte alla nidificazione.

Relazioni con l’uomo
Uccello solare sacro per gli arabi e tenuto in grande considerazione anche in Egitto come “uccello dottore” (la sua testa veniva usata nei riti magici). Nei bestiari (trattati di epoca medievale), invece, era considerata una creatura immonda che si ciba di luridi escrementi.

Curiosità

Fin dall’antichità si dice che l’Upupa emani cattivo odore: ciò è parzialmente vero. I piccoli nel nido, che generalmente dista poco dal suolo, mostrano particolari reazioni di difesa, assai efficaci nei riguardi dei mammiferi che depredano i nidi. In primo luogo emettono dei fischi sibilanti, poi volgono la parte posteriore del corpo verso l’esterno e spruzzano il contenuto liquido intestinale con precisione verso l’intruso.

BIBLIOGRAFIA E ARCHIVIO FOTOGRAFICO Museo del Fiore

Archivio Multimediale del Territorio della Riserva Naturale Monte Rufeno

a cura di Gianluca Forti, Roberto Papi e Bruno Paparatti

© 2001 – Museo del Fiore – Comune di Acquapendente (VT)