Emys orbicularis – Tartaruga palustre

La Tartaruga palustre (lunghezza del carapace: 20-30 cm) presenta un carapace nero brunastro, su cui è presente un disegno giallastro di punteggiature e striature. Tuttavia, è raro osservare il carapace nella sua colorazione reale perché è quasi sempre coperto di fango. I maschi presentano una piastra concava ed un carapace più largo posteriormente.
Abitudini

E’ facile osservare la Tartaruga palustre mentre si termoregola sulle sponde, mentre staziona su tronchi od altri oggetti galleggianti, oppure mentre galleggia sulla superficie dell’acqua. E’ una specie estremamente guardinga, che tende a tuffarsi immediatamente in acqua se disturbata. Gli adulti ibernano nella melma del fondo degli specchi d’acqua, mentre i giovani rimangono in prossimità dei luoghi di schiusa delle uova.
Alimentazione
La Tartaruga palustre si nutre soprattutto piccoli vertebrati acquatici, quali larve ed adulti di anfibi, piccoli pesci, ma occasionalmente cattura anche invertebrati acquatici quali coleotteri e larve di insetti.

Riproduzione
In primavera le femmine depongono fino a 15 uova in una piccola fossetta scavata nel suolo vicino all’acqua. L’incubazione può durare più di tre mesi. Alla schiusa i giovani misurano circa 2 cm ed hanno un carapace soffice.
Habitat
La Tartaruga palustre è diffusa in tutta Europa, ad eccezione di un vasto settore centrosettentrionale, coincidente con parte di Francia e Germania, Danimarca, Belgio ed Olanda. Manca inoltre in Gran Bretagna ed in Scandinavia. E’ inoltre diffusa in Asia occidentale e Africa nordoccidentale. E’ presente in tutta la penisola, nonché in Sicilia e Sardegna.

Distribuzione

Il Lupo è estinto da numerosi paesi, mentre è sopravvissuto in Italia, Finlandia, Spagna settentrionale ed in alcune zone dell’est europeo. In Italia è presente lungo tutta la catena appenninica, dalla Calabria fino alla Liguria, e negli ultimi anni ha fatto la sua comparsa in alcune zone occidentali della catena alpina.

La Tartaruga è presente in numerosi stagni stagionali e perenni (“trosce”). La maggior parte di tali siti è concentrata nel bacino del torrente Fossatello. Si stima che siano presenti almeno 200 esemplari.

Conservazione
E’ inclusa nella direttiva habitat 92/43 della CEE e nella convenzione di Berna. Le principali minacce sono costituite dalla scomparsa e dalla trasformazione del suo habitat.

Relazioni con l’uomo
Nonostante la protezione accordata, la Tartaruga palustre è oggetto di catture illegali per essere posta in terrari.

In Italia la Tartaruga palustre ha recentemente incontrato un nuovo competitore, la Trachemys scripta, una tartaruga acquatica di origine americana. Questa specie si è recentemente insediata in numerose località, in seguito alla liberazione di esemplari allevati in terrario.

BIBLIOGRAFIA E ARCHIVIO FOTOGRAFICO:

Museo del Fiore

Archivio Multimediale del Territorio

della Riserva Naturale Monte Rufeno

a cura di Gianluca Forti, Roberto Papi e Bruno Paparatti

© 2001 – Museo del Fiore – Comune di Acquapendente (VT)