Scilla bifolia L. – Scilla silvestre

Nomi comuni: Scilla silvestre

Il nome generico Scilla venne attribuito da Linneo in riferimento al nome con cui i greci (σκίλλα – skilla, citata da Teofrasto e Dioscoride) e successivamente i latini (scilla, citata da Virgilio e Plinio il Vecchio) chiamavano alcune piante bulbifere (verosimilmente la Charybdis maritima) che crescevano in vicinanza del mare, descrivendole come “cipolle marine”; l’epiteto bifolia si riferisce alla peculiarità della pianta, di possedere due sole foglie. 

Portamento

Il fusto eretto, unico, si diparte dal bulbo sotterraneo.

Foglie

Le foglie sono in numero di 2, con guaina avvolgente il fusto nella parte inferiore, lanceolate.

Fiore
Fiori ermafroditi, di colore azzurro-violetto, sono riuniti a formare un’infiorescenza a racemo allungato. La pianta fiorisce da marzo a maggio

Frutto

I frutti sono capsule quasi sferiche contenenti parecchi semi rotondi.

Distribuzione

Ambiente: si trova in luoghi ombrosi, boschi freschi di latifoglie, faggete, praterie d’altitudine, dai 100 ai 2000 m.

La specie si trova in Riserva negli aspetti di boschi mesofili.

 

Proprietà

Tutte le parti della pianta e soprattutto i bulbi contengono diversi glucosidi che le rendono tossiche.

Non si conoscono usi alimentari della pianta.

I glucosidi contenuti nei bulbi sono cardiotonici e ed agiscono sul cuore con lo stesso meccanismo della digitale, ma con il vantaggio di una azione più rapida e di una scarsa tendenza all’accumulo. Esercitano anche una potente azione diuretica. La pianta non è tuttavia iscritta nella farmacopea ufficiale.

 

Curiosità

Plutarco riferì che gli Ateniesi paragonarono il capo di Pericle al bulbo delle Scilla. Teofrasto sostenne che i superstiziosi piantavano le Scille davanti alle porte di casa credendo che allontanassero malefici e magie.

Il valore simbolico attribuito alle Scille in genere è quello di richiamo alla realtà, di appello al calore dei sentimenti e di ammonimento per chi si lascia distrarre da false promesse; mentre i cultori delle arti magiche continuano a ritenere che questi fiori siano in grado di fornire protezione nelle avversità, di garantire salute e lunga giovinezza.

 

BIBLIOGRAFIA:

Museo del Fiore

Archivio Interattivo del Museo del fiore

Riserva Naturale Monte Rufeno

a cura di Gianluca Forti

© 1999 – Museo del Fiore – Comune di Acquapendente (VT)

Foto di Elena Rocchini