Primula vulgaris Huds. – Primula

Nomi comuni: Occhio di civetta, Primavera, Fior di primavera.

Quando cominciano a spuntare, a marzo, indicano l’inizio della primavera. 

Il nome del genere primula deriva dal latino, si riferisce al fatto che sono le prime a fiorire.

Portamento

Pianta erbacea perenne, con rizoma, appartenente alla famiglia delle Primulaceae, può raggiungere 8-15 cm di altezza. 

È una pianta senza fusto, ossia i fiori e le foglie nascono direttamente dalle radici. 

Foglie

Le foglie sono disposte in rosetta basale, hanno lamina lanceolata con apice arrotondato e margine dentellato. Sono pelose sulla pagina inferiore.

Fiore
Effettua spettacolari voli territoriali all’alba e al crepuscolo appena sopra gli alberi. Il nido è costituito da una cavità a fondo piatto ricoperta con poco materiale, ed è collocato a terra.
Frutto
I frutti sono capsule.

Distribuzione

Nel Lazio è molto comune o comunissima nella maggior parte del territorio regionale.

La specie si trova in Riserva negli aspetti di boschi mesofili, in particolare nelle valli del Fossatello, Mandrione, Acqua Chiara, Subissone, e in località Castagnina. 

Proprietà

Le proprietà farmacologiche della P.vulgaris sono note fin dal Medioevo: tra le tante, ricordiamo quelle espettoranti, pettorali, diuretiche, purgative, ecc. Inoltre, in passato, il decotto di primule veniva utilizzato come rimedio per la gotta e i reumatismi, mentre l’infuso di radici come antiemicranico. 

I fiori, invece, erano l’ingrediente principale delle “famose” pozioni d’amore! In ogni modo, la pianta contiene diverse sostanze utili: soprattutto nel rizoma, si può trovare l’acido salicilico, diventato famoso in quanto principio attivo di un noto farmaco antinfiammatorio.

Curiosità
Un’ultima particolarità: l’impollinazione è particolarmente difficoltosa, a causa del periodo dell’anno nel quale fioriscono. Non a caso, Sheakespeare in “Racconto d’inverno” scrisse delle “pallide primule che muoiono nubili“: questo perchè le primule sono piante entomofile, che affidano la loro impollinazione agli insetti, e, come si può ben intuire, nella stagione del risveglio, questi non sono particolarmente numerosi. In ogni modo, le Primule che vengono impollinate (le poche “fortunate”!) producono semi vischiosi, e le formiche, che ne vengono attratte, li portano lontano.

BIBLIOGRAFIA:

Museo del Fiore

Archivio Interattivo del Museo del fiore

Riserva Naturale Monte Rufeno

a cura di Gianluca Forti

© 1999 – Museo del Fiore – Comune di Acquapendente (VT)

Foto di Elena Rocchini