Ghiandaia – Garrulus glandarius

Passeriforme appartenente alla famiglia dei Corvidi, più piccolo della Cornacchia. Il corpo è bruno rossiccio con parti inferiori un po’ più chiare; sopra la coda nera risalta il groppone bianco. Le ali sono nere con macchie bianche e azzurre appariscenti.

Abitudini

Animale chiassoso che spesso si osserva in piccoli gruppi a terra o in volo tra le chiome degli alberi. Ha una grande varietà di richiami che spesso sono forti e stridenti.

Alimentazione
Ha una dieta molto varia, anche se prevalentemente basata su cibi vegetali. In particolare predilige semi e frutta ma ricerca anche insetti, piccoli invertebrati e, durante la riproduzione, uova e nidiacei di passeriformi.

Riproduzione
Costruisce un nido, di solito ben mimetizzato, su alberi o cespugli, ad almeno 1 metro di altezza.

Distribuzione e Habitat
Le popolazioni della Ghiandaia sono perlopiù sedentarie, ma anche parzialmente migratrici. E’ diffusa in tutta la penisola e nelle isole, dal livello del mare fino a 1.800 metri di altitudine con maggior frequenza nelle zone collinari e montane.

Gli ambienti preferiti da questo corvide sono boschi, di latifoglie puri o misti a conifere, di una certa estensione. In particolare la specie è legata ai querceti, mentre in pianura la scomparsa dei boschi ha ridotto drasticamente la presenza di questo uccello.

Nella Riserva è una delle specie più facilmente osservabili ed è diffusa ovunque

Conservazione
La specie non ha particolari problemi di conservazione.

Relazioni con l’uomo
La Ghiandaia svolge un’attività estremamente utili all’uomo: è, infatti, un grande “rimboschitore”, favorendo la diffusione degli alberi, in particolare delle querce. Quando in autunno sono disponibili molti semi, come ghiande e nocciole, la Ghiandaia fa provviste per l’inverno trasportando questi alimenti in molti nascondigli nel terreno; parte di queste provviste, non più ritrovata, dà origine a nuovi alberi.

Curiosità

E’ molto nota la capacità della Ghiandaia di imitare i canti di altri uccelli, in particolare rapaci come la Poiana e lo Sparviere. La sua chiassosità, in particolare al sopraggiungere in bosco di persone o altri pericoli, le è valso il soprannome di “sentinella dei boschi”.

BIBLIOGRAFIA E ARCHIVIO FOTOGRAFICO Museo del Fiore

Archivio Multimediale del Territorio della Riserva Naturale Monte Rufeno

a cura di Gianluca Forti, Roberto Papi e Bruno Paparatti

© 2001 – Museo del Fiore – Comune di Acquapendente (VT)