Cornacchia grigia – Corvus corone cornix

Passeriforme appartenente alla famiglia dei Corvidi, dalla colorazione bicolore, con dorso e parti inferiori grigie mentre il resto del piumaggio nero.

Abitudini

Fuori dal periodo riproduttivo spesso è osservabile in gruppo mentre al momento della riproduzione le coppie i isolano. I richiami più noti sono dei “kraek” o “kraah” un po’ rauchi.

Alimentazione
E’ una specie onnivora. L’alimento animale è costituito da vermi, lumache, pesci, anfibi, piccoli mammiferi, uova e nidiacei e carogne. L’alimento vegetale comprende frutti, semi ed altro. Si nutre anche di rifiuti di ogni genere.

Riproduzione
Costruisce un grande nido sugli alberi, spesso in filari, collocato piuttosto in alto. Il nido ha un aspetto disordinato ed è formato da rametti grossolani.

Distribuzione e Habitat
Specie essenzialmente sedentaria, è diffusa uniformemente in tutta la penisola e nelle isole maggiori dal livello del mare fino a 2.000 metri.

Presente in tutti gli ambienti ad eccezione dei boschi più fitti. Le maggiori densità si hanno negli ambienti più antropizzati e perciò più deteriorati. E’ presente anche in città.

Nella Riserva è presente soprattutto nelle zone di confine con ambienti aperti, anche se alcuni individui si osservano spesso all’interno dell’area protetta nel corso dei loro spostamenti.

Conservazione
Non presenta problemi di conservazione, anzi mostra una netta tendenza all’aumento negli ultimi decenni.

Relazioni con l’uomo
La Cornacchia gode, a torto, di una pessima reputazione. Il suo incremento, che pare interferire negativamente con le attività umane, è in realtà il risultato della trasformazione degli ambienti naturali ad opera dell’uomo. L’abitudine di distruggere i nidi dei corvidi, oltre a non essere efficace per controllare la popolazione, è estremamente dannosa per altre specie, come i rapaci, che spesso utilizzano questi nidi.

Curiosità

Da ricerche condotte recentemente si è visto che la Cornacchia non ha la vita così facile come comunemente si crede. Essa possiede infatti dei meccanismi di autoregolazione per cui vi sono individui che si riproducono ed altri che non lo fanno e, inoltre, questi ultimi sono accaniti predatori di uova, comprese quelle della propria specie.

BIBLIOGRAFIA E ARCHIVIO FOTOGRAFICO Museo del Fiore

Archivio Multimediale del Territorio della Riserva Naturale Monte Rufeno

a cura di Gianluca Forti, Roberto Papi e Bruno Paparatti

© 2001 – Museo del Fiore – Comune di Acquapendente (VT)