#IntornoAlMuseo

L’Ofride di Bertoloni

𝑳𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂 𝒊𝒏𝒕𝒐𝒓𝒏𝒐 𝒂𝒍 𝑪𝒂𝒔𝒂𝒍𝒆

Buon mercoledì dalla rubrica del Museo!

Un nuovo mercoledì ci saluta e noi siamo pronti per svelarvi il nostro focus di oggi! 

Potrebbe passare inosservata in questo periodo tra i prati, eppure tutto il suo genere rappresenta una varietà botanica estremamente rara da incontrare! 

Oggi parliamo dell’Ophrys bertolonii, dedicata al botanico bolognese Antonio Bertoloni che la descrisse a Genova nel 1804.

Viene chiamata anche fior di specchio o uccellino allo specchio per la sua forma particolare. 

Si tratta di una meravigliosa orchidea spontanea bella e delicata quanto subdola. Leggete fino alla fine e capirete perché 😁

Appartenente alla famiglia Orchidaceae, questa specie selvatica europea, raramente supera i 30 cm di altezza. 

Si esibisce con le sue fioriture da marzo a giugno: occhio quindi a dove mettete i piedi durante le vostre escursioni e ricordatevi di fotografarla sì, ma senza raccoglierla per non erodere ancora di più la sua già flebile presenza nell’ecosistema! 

Predilige prati assolati, garighe, pascoli magri, macchie e radure boschive, fino a 1000 m di quota.

Ma sapete perché viene anche conosciuta come “l’orchidea ingannatrice?

La sua specialità, in senso letterale, premiata da centinaia di milioni di anni di evoluzione ultra specifica è legata al “labello”, cioè quella sorta di petalo scuro, peloso, che porta incastonata una superficie lucida e riflettente. 

Si tratta di un raffinato meccanismo di seduzione, volto a raggirare insetti appartenenti al gruppo degli Imenotteri (api, vespe,  bombi e così via). 

Travestimento ben riuscito se osserviamo la peluria che la caratterizza! Solo così riesce sempre ad ingannare gli ingenui maschi che con l’illusione di un incontro galante si trasformano in corrieri di polline a costo zero! 

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