#IntornoAlMuseo

La Rosa di bosco

𝑳𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂 𝒊𝒏𝒕𝒐𝒓𝒏𝒐 𝒂𝒍 𝑪𝒂𝒔𝒂𝒍𝒆

Buon mercoledì dalla rubrica del Museo!

Oggi vi presentiamo un personaggio timido dai passi lenti, in grado di suscitare un sacco di simpatia: lo Scarabeo stercorario!

Con questo nome vengono comprese diverse specie, tutte caratterizzate dalla stessa biologia: Geotrupes stercorarius, Circellium bacchus, Scarabaeus saucer, Scarabaeus semipunctatus. Sono loro, infatti, coleotteri appartenenti alle famiglie di Geotrupidi e Scarabeidi, a realizzare sempre, durante le uscite didattiche in natura con i bambini, il loro ricordo indelebile del primo insetto tenuto coraggiosamente in mano da osservare!

Ammettiamolo, fa parlare di sé in maniera sfrontata, sarà forse perché la sua attività principale è nutrirsi di sterco e appallottolarlo in maniera simpatica per poi rotolare goffamente al suolo? 💩

In ogni caso, anche se il suo è un lavoro sporco, letteralmente parlando, rappresenta un prezioso contributo all’ecosistema nel rimuovere la materia organica di scarto e trasformandola in humus; ma anche un’utile strategia di spostamento per trasportare il cibo verso un nascondiglio, nel quale le stesse pallottole saranno sia dispensa alimentare che luogo in cui deporre le uova… Del resto… Chi ci andrebbe mai a frugare?

Anche se dotato di ali, ormai indurite e utilizzate solamente come scudo protettivo per il corpo, lo scarabeo stercorario non è in grado di volare, e camminando, tende a mantenere sempre la linea retta durante i suoi spostamenti, orientandosi con la luce emessa dalla Via Lattea!

Venerato nell’Antico Egitto sotto il nome di Kheperer, (collegato alla divinità Khepri, il dio del Sole nascente, a cui gli Egizi demandavano la creazione del Sole ogni giorno analogamente alla costruzione della pallottola di sterco dello scarabeo) gli veniva affidata una funzione magica di eterna rinascita e trasformazione.

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