#IntornoAlMuseo



La Rosa di bosco
𝑳𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂 𝒊𝒏𝒕𝒐𝒓𝒏𝒐 𝒂𝒍 𝑪𝒂𝒔𝒂𝒍𝒆
Buon mercoledì dalla rubrica del Museo!
Un nuovo mercoledì ci saluta e noi siamo pronti per svelarvi il nostro focus di oggi!
Bella e profumata, la ammiriamo già durante le nostre passeggiate in natura: la rosa canina. 🌸
Appartenente alla famiglia delle rosacee e chiamata anche rosa selvatica o rosa di macchia, la rosa canina è la specie più diffusa in Italia tra le rose spontanee, molto frequente nelle siepi e nei margini dei boschi.
Si presenta come un arbusto spinoso alto fino a 3 metri, con fusti legnosi e radici profonde e foglie caduche, composte a loro volta da 5-7 foglioline di forma ovale o ellittica con margine dentato.
I fiori, color rosa pallido, hanno 5 petali dal profumo molto delicato.
La rosa canina fiorisce da maggio a luglio, mentre i cinorrodi, ovvero i suoi (falsi) frutti, si presentano ben maturi sulla pianta divenendo rossi e carnosi in ottobre e novembre.
È una specie pioniera che non teme il caldo e resiste bene anche alle temperature più rigide, inoltre la sua alta rusticità le permette di non essere attaccata da molti parassiti come invece succede alle sue cugine coltivate.
I suoi semi, cioè i veri frutti contenuti nelle bacche e le bacche stesse, vengono utilizzati, sia in erboristeria che in cucina, per preparare tisane, oli ed estratti liquidi.
Sapete perché si chiama così?
Deve il suo nome a Plinio il Vecchio, il quale affermò che grazie ad un decotto di radici di rosa canina un soldato romano guarì dalla rabbia.
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