#IntornoAlMuseo

La farfalla Zerynthia

𝑳𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂 𝒊𝒏𝒕𝒐𝒓𝒏𝒐 𝒂𝒍 𝑪𝒂𝒔𝒂𝒍𝒆

Buon mercoledì dalla rubrica del Museo!

Oggi parliamo di un lepidottero diurno assai raro da incontrare perfino nei nostri boschi: la Zerynthia

Questa specie di farfalla papilionide, cugina del più comune macaone, porta con sé una ristretta presenza distribuita in modo puntiforme in tutta la nostra penisola, ad eccezione della Sardegna, con colonie piccole e distanti tra loro. 

Tutte le colonie di Zerynthia si trovano nelle vicinanze dell’Aristolochia, pianta nutrice notoriamente tossica, di cui i bruchi si cibano, passando poi negli individui adulti le sostanze tossiche che li renderanno incommestibili per i predatori! 

Tutto ciò è molto ben segnalato dalla specie a livello fenotipico, con colori aposematici ben appariscenti che fungono da avvertimento per intimidire anche le bocche più coraggiose! 

Il suo volo può essere avvistato in ambienti umidi, vicino le sponde dei fiumi, canneti, radure, dalla pianura fino ai 900 metri di altitudine in un periodo di tempo che va da fine marzo a fine maggio. 

Ma perché Zerynthia sta diventando sempre più rara? 

Come sempre, purtroppo, la risposta è legata all’eccessiva urbanizzazione degli ambienti naturali, alla trasformazione dei prati-pascolo in monoculture di graminacee e all’incremento dei pesticidi nell’agricoltura. 

La farfalla Zerynthia è il focus principe del biomonitoraggio europeo a cui hanno aderito la Riserva Naturale Monte Rufeno, il Museo del fiore e la cooperativa L’Ape Regina.

Il monitoraggio “In un battito d’ali si svolge ogni 10 giorni… segui i nostri eventi sul sito ufficiale del Museo del fiore!

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