#IntornoAlMuseo

Il Picchio rosso maggiore

𝑳𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂 𝒊𝒏𝒕𝒐𝒓𝒏𝒐 𝒂𝒍 𝑪𝒂𝒔𝒂𝒍𝒆

Buongiorno con la rubrica del Museo! 

Oggi parliamo di un simpatico abitante del bosco: il 𝑷𝒊𝒄𝒄𝒉𝒊𝒐 𝒓𝒐𝒔𝒔𝒐 𝒎𝒂𝒈𝒈𝒊𝒐𝒓𝒆! 

Chi di noi non ha mai sentito il tipico tamburellare del picchio durante una passeggiata in Natura? 

Capita molto di frequente e anche le orecchie meno allenate possono distinguerlo con facilità per la gioia di grandi e piccoli esploratori😉

Il Picchio rosso maggiore (Dendrocopos major) è un uccello appartenente all’ordine Piciformes e alla famiglia Picidae

Le sue dimensioni corporee sono piuttosto minute: ha una lunghezza tra i 21 e i 26 cm, un’apertura alare di circa 40 cm e un peso che si aggira tra i 60 e gli 80 grammi. 

È una specie solitaria che abita diversi tipi di ambienti: è presente, infatti, sia nei boschi di conifere che in quelli di latifoglie, nelle campagne alberate, ma anche nei parchi cittadini. Questo denota la sua grande adattabilità, che viene evidenziata anche dal regime alimentare adottato: è principalmente insettivoro, ma nei periodi freddi integra la sua dieta con frutta, bacche e semi. 

Nei due sessi la livrea non è molto dissimile: bianca e nera con sottocoda rosso; nel maschio è ben evidente la macchia rossa sopra la nuca mentre nei soggetti più giovani è rossa l’intera sommità del capo. 

Ha becco nero, robusto e molto appuntito e zampe adatte a favorire la risalita su tronchi verticali. 

Il suo areale di distribuzione si espande dall’ Africa Nord-Occidentale all’Eurasia. 

Nel nostro Paese è prevalentemente specie sedentaria. 

In Febbraio iniziano i corteggiamenti e la specie nidifica in cavità scavate nei tronchi o in grossi rami a circa 10 metri di altezza. 

In Aprile, e una sola volta all’anno, vengono deposte dalle 4 alle 6 uova che hanno un periodo di cova di circa due settimane. 

Il Picchio rosso maggiore riesce a individuare insetti e larve presenti sotto la corteccia degli alberi grazie al loro rumore di erodimento del legno, che poi cattura con la lunga lingua retrattile. 

Come tutte le specie di Picchi, anche il nostro amico è dotato di uno speciale superpotere: vi siete mai chiesti, infatti, come riesca a rimanere indenne dopo le incredibili tamburellate nei tronchi che va perforando? 

Il segreto è svelato dal suo osso ioide, ovvero una struttura muscolo-scheletrica che si avvolge alla cassa del cervello e che ancora la lunghissima lingua, la quale stabilizza il cranio come un casco. 

È proprio il caso di dire che meraviglia la Natura! 

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