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Il cervo volante

𝑳𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂 𝒊𝒏𝒕𝒐𝒓𝒏𝒐 𝒂𝒍 𝑪𝒂𝒔𝒂𝒍𝒆

Buon mercoledì dalla rubrica del Museo!

 

Sapete qual è il più grande insetto esistente in Europa? 

Conosciamo insieme il Cervo volante! 

Se non aveste mai sentito parlare di questo insetto sappiate che non siamo ubriachi, infatti è proprio così che comunemente viene chiamato il Lucanus cervus, un insetto della famiglia dei Lucanidi facente parte dell'ordine dei Coleotteri. 

Questo grosso coleottero, come ci ricorda l'etimologia della parola, ha le “ali in fodero”, ovvero, come in tutti gli insetti appartenenti allo stesso ordine, la coppia di ali inferiori, membranose e adatte al volo, è custodita dalla coppia di ali superiori, coriacee, che le proteggono come uno scudo: le elitre. 

Questo insetto affascinante ha una lunghezza che varia dai 25 agli 80 mm! 

Presenta una colorazione bruno-nerastra e mostra un marcato dimorfismo sessuale. 

Quelle che noi vediamo e potremmo identificare come evidenti ‘corna’, in realtà sono le mandibole possenti degli individui di sesso maschile che vengono utilizzate come vere e proprie armi per combattere con altri maschi rivali nel periodo della riproduzione, ma anche per mantenere ferma la femmina in fase di accoppiamento. 

Questo insetto presente in tutta Europa e diffuso anche in Asia Minore e Medio Oriente, in Italia è limitato alle regioni settentrionali e centrali. 

Specie tipica dei boschi maturi di latifoglie, si può scorgere nel tardo pomeriggio in presenza di castagni, querce, ma anche ciliegi, frassini, pioppi, salici, tigli e ontani. 

Non è difficile scorgerlo al Monumento Naturale Bosco del Sasseto tra gli alberi vetusti e il legno marcescente, un vero paradiso anche per il cervo volante! 

Da più di un decennio è il simbolo della biodiversità ed è presente nella Lista Smeraldo WWF che definisce le specie la cui conservazione è prioritaria a livello europeo. 

La sua esistenza dipende dalla gestione forestale dei territori, infatti, gli abbattimenti di alberi vecchi e la rimozione del legno morto, distruggono in contemporanea sia l'habitat ideale per la sua specie che il nutrimento di cui necessita. 

La femmina incide, con le forti mandibole, meno vistose dei maschi, le radici di vecchie piante per deporvi le uova che una volta schiuse daranno origine alle larve. 

Anche loro saranno dotate di mandibole con le quali poter incidere il legno e scavare lunghe gallerie. 

Lo stadio larvale dei cervi volanti è molto lungo, trascorrono infatti almeno 5 anni della loro vita in questa condizione fino a costruire il bozzolo pupale a cui poi brevemente avrà seguito la metamorfosi con l'individuo ormai adulto. 

Come già citato in precedenza, per questa specie è di fondamentale importanza la conservazione degli habitat maturi con presenza di necromassa, le larve infatti sono saproxilofaghe, cioè si nutrono del legno morto, mentre gli adulti si cibano di frutta e della linfa che fuoriesce dalle ferite degli alberi. 

E voi, avete mai incontrato un cervo volante? 

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