Bacillus rossius (Rossi, 1788)

Nome comune: Insetto stecco

Classe: INSECTA 

Ordine: Phasmatodea

Famiglia: Bacillidae

Descrizione

Il colore varia dal verde al marrone chiaro, l’addome nelle femmine è circondato da una sottile linea chiara le ninfe sono verde chiaro. 

Con eccezione delle dimensioni, sono identiche all’individuo adulto. 

Le femmine, che possono raggiungere i 12 cm (zampe comprese), sono notevolmente più grandi dei maschi, che misurano circa 6,5 cm (zampe comprese). 

Le antenne sono corte, le ali sono assenti e le zampe lunghe, sottilissime.

I femori delle zampe anteriori hanno un incavo sul bordo interno, cosicché, quando le zampe vengono tenute rivolte in avanti, il capo può essere allocato tra i due incavi, e nel profilo generale del corpo non si distingue il passaggio tra capo e torace. 

La struttura fisica permette a questo insetto, sia nello stadio adulto, sia in quello di ninfa, di mimetizzarsi in maniera molto efficace tra i ramoscelli delle piante di cui si nutre, somigliandogli notevolmente.

Biologia e Riproduzione

Questa specie ha abitudini notturne, e preferisce trascorrere il giorno immobile nel folto della vegetazione. Il suo estremo mimetismo la rende piuttosto difficile da osservare, sebbene sia localmente molto comune. 

Di notte invece si sposta alla ricerca di cibo, costituito da foglie di rovo e altre piante. 

L’insetto stecco si nutre principalmente di foglie di nocciolo, rovo, lampone, melo, faggio oppure rose. 

Bacillus rossius si riproduce sia partenogeneticamente (le femmine depongono uova senza l’intervento del maschio), sia tramite una riproduzione anfigonica. 

In Italia centro-meridionale si riproduce anfigonicamente, mentre in Toscana, Marche ed Emilia-Romagna si rinvengono esclusivamente popolazioni partenogeniche, che con normale meiosi sviluppano uova che si auto-attivano.

La facoltatività di questa partenogenesi sta nel fatto che qualsiasi femmina proveniente dalle popolazioni partenogeniche può essere fecondata da un maschio ed è in grado di produrre discendenza comprendente entrambi i sessi e, naturalmente, femmine che normalmente si riproducono per via anfigonica, isolate dai maschi, possono dare ovature con una certa discendenza partenogenica.

Le uova sono di colore chiaro con macchie scure tendenti al nero e sono grandi all’incirca 2 mm. 

Ogni anno si sviluppano due generazioni, delle quali la prima in primavera, la seconda in estate. Le uova della seconda generazione sopravvivono all’inverno, mentre gli insetti non sopravvivono in natura alla stagione più fredda ma in cattività possono sopravvivere fino al marzo successivo in contemporanea alla nascita della generazione successiva. 

Di notte la femmina depone fino a 16 uova, facendole semplicemente cadere sul terreno. In totale una femmina nel corso della propria vita può deporre oltre 1000 uova. Queste sono ovali, lunghe 2mm, larghe 1,5 mm di colore marrone chiaro con macchie scure. 

L’aspettativa di vita della specie è di 1 anno. 

Subisce alcune mute, durante le quali esce dalla sua pelle e aumenta di dimensioni.

Ambiente

Questa specie è diffusa nei boschi termofili, nelle macchie, nelle siepi. Più comune nelle aree calde rispetto a quelle più fresche e temperate.  

In Italia è più comune presso le coste e nelle regioni meridionali.

Nel nord Italia troviamo solo femmine (partenogenesi), nel centro-sud sia femmine sia maschi (riproduzione sessuata).

BIBLIOGRAFIA:

Museo del Fiore

Archivio Multimediale del Territorio

della Riserva Naturale Monte Rufeno

a cura di Gianluca Forti, Roberto Papi e Bruno Paparatti

© 2001 – Museo del Fiore – Comune di Acquapendente (VT)

Foto di Elena Rocchini