Picchio rosso maggiore – Picoides major

Appartiene all’ordine dei Piciformi e alla famiglia dei Picidi. Ha dimensioni simili ad un Merlo, il dorso è nero con grandi macchie bianche sulle spalle, le parti inferiori sono grigio-bianche con sottocoda rosso. Sul capo, che ha un tipico disegno bianco e nero, un carattere che distingue i sessi è una macchia rossa sulla nuca presente solo nel maschio.

Abitudini

Si osserva spesso su pali o alberi, raramente sul terreno, al contrario del Picchio verde. Il grido più frequente è un rapido e acuto “kik” emesso in rapide sequenze in caso di allarme. Il maschio tambureggia spesso in primavera, con lunghe sequenze di colpi di becco su superfici che risuonano come alberi secchi. Il tambureggiamento della femmina è più breve.

Alimentazione
Più variata rispetto agli altri picchi. Durante la primavera-estate si alimenta con cibo di origine animale, soprattutto invertebrati (larve di coleotteri del legno e di farfalle) ed occasionalmente uova o pulcini di altri uccelli; in autunno-inverno integra la dieta con semi di conifere e bacche.

Riproduzione
Scava cavità per il nido in tronchi e grossi rami di alberi, preferibilmente con legno tenero. Tra gli alberi preferiti, nell’alto Lazio, ci sono il castagno, il pioppo, i carpini e il cerro.

Distribuzione e Habitat
Specie prevalentemente sedentaria, il Picchio rosso maggiore è ampiamente diffuso in Italia, in zone pianeggianti, collinari e montane. Manca in buona parte della Puglia e della Sicilia. Nel Lazio si trova su tutti i complessi montuosi, nelle principali aree collinari e lungo il medio corso del Tevere; lungo la costa è localizzato nelle residue foreste litoranee (Circeo, Castelporziano).

Specie ubiquitaria ad ampia valenza ecologica, presente in boschi di ogni tipo, ambienti alberati aperti, parchi e giardini anche delle città.

Diffuso in tutta l’area protetta con alcune decine di coppie; mostra una tendenza all’incremento numerico negli ultimi dieci anni.

Conservazione
Pur essendo probabilmente in diminuzione, le popolazioni di Picchio rosso maggiore hanno attualmente una consistenza tale da non farlo figurare nelle Liste Rosse.

Relazioni con l’uomo
Nella mitologia indoeuropea il picchio è l’uccello del fuoco e del fulmine, simboleggiato dal segno rosso che lo contraddistingue e dal fatto che il suono che produce somiglia a quello del legno quando viene sfregato per accendere il fuoco. Tanto in Grecia, quanto a Roma era sacro a Marte come simbolo di guerra; era un picchio a sorvegliare i gemelli Romolo e Remo mentre la lupa li allattava.

Curiosità

Per aprire le pigne utilizza un sistema ingegnoso: le cosiddette “fucine dei picchi”. Esse sono fessure nella corteccia o buchi nel legno (accuratamente preparate dal picchio) dove le pigne possono essere incastrate in maniera stabile per essere poi aperte comodamente e rapidamente.

BIBLIOGRAFIA E ARCHIVIO FOTOGRAFICO Museo del Fiore

Archivio Multimediale del Territorio della Riserva Naturale Monte Rufeno

a cura di Gianluca Forti, Roberto Papi e Bruno Paparatti

© 2001 – Museo del Fiore – Comune di Acquapendente (VT)