Gufo comune – Asio otus

Rapace notturno dell’ordine degli Strigiformi e della famiglia dei Strigidi. E’ grande come la Cornacchia ma slanciato; ha “orecchie” lunghe che possono essere appiattite. Le parti superiori sono bruno scure screziate, simili ad una corteccia; parti inferiori ruggine giallognole con evidenti strie verticali scure.

Abitudini

Il canto territoriale del maschio è un flebile e monotono “huh” ripetuto. Di giorno staziona sugli alberi, spesso vicino al tronco principale; preferisce le piante sempreverdi o con folta edera. In inverno accentua le tendenze gregarie e si riunisce in gruppi di 10-30 individui nei dormitori diurni. Caccia soprattutto di notte.

Alimentazione
Prevalentemente piccoli mammiferi, in particolare arvicole; saltuariamente uccelli, rettili e anfibi. Preda soprattutto in aree aperte o tra alberi radi. Può localizzare le prede anche nel buio completo; si procura il cibo aspettando le vittime all’agguato appollaiato su un albero, oppure cacciando in volo esplorativo a pochi metri da terra.

Riproduzione
Depone le uova soprattutto nei nidi abbandonati di Cornacchia o di Gazza, ma anche in quelli dei rapaci o dei colombi. Depone in marzo-aprile, più precocemente quando le prede abbondano.

Distribuzione e Habitat
Specie migratrice, svernante e nidificante in Italia. In periodo riproduttivo è diffusa soprattutto nelle regioni settentrionali, mentre è più localizzata al centro-sud. Nel Lazio non è molto diffuso.

Gli ambienti riproduttivi includono generalmente zone alberate (filari alberati, pioppeti, boschetti o margini di boschi) e zone aperte. Manca nelle foreste fitte e senza radure.

E’ presente come svernante con pochissimi individui. Nidificante nei boschetti alternati a campi e prati nell’area circostante la Riserva.

Conservazione
Occorre eliminare la pratica di abbattimento dei corvidi ai nidi, o comunque la distruzione dei nidi, poiché spesso utilizzati dal Gufo comune.

Relazioni con l’uomo
Questo rapace può avere un atteggiamento di notevole confidenza verso l’uomo. A causa di ciò è stato in passato facilmente perseguitato. La connotazione negativa del termine gufo, “che porta male”, potrebbe essersi originata dal fatto che d’inverno questi uccelli si riuniscono in dormitori diurni che, a volte, si trovano in cimiteri. Da qui l’errata attribuzione.

Curiosità

In molti rapaci notturni l’udito è estremamente sviluppato ed ha una grande importanza nella caccia notturna. Le “orecchie” o “cornetti” non hanno nulla a che fare con le vere orecchie che si trovano ai lati della testa nel denso piumaggio. Anche i dischi facciali che si trovano sulla faccia hanno funzioni acustiche, perché raccolgono le onde sonore.

BIBLIOGRAFIA E ARCHIVIO FOTOGRAFICO Museo del Fiore

Archivio Multimediale del Territorio della Riserva Naturale Monte Rufeno

a cura di Gianluca Forti, Roberto Papi e Bruno Paparatti

© 2001 – Museo del Fiore – Comune di Acquapendente (VT)