Oggi per le pillole di #iorestoacasa vi presentiamo il Favagello.

Il favagello (chiamato dagli scienziati Ficaria verna Huds e fino a poco tempo fa noto con il sinonimo Ranunculus ficaria L.) è una piccola ranuncolacea che fiorisce nei mesi invernali e ad inizio primavera poco dopo aver aperto una rosetta di foglie cuoriformi.

Come molte altre ranuncolacee cresce in luoghi freschi o umidi, il termine ranunculus significa infatti piccola rana ed è in relazione all’habitat condiviso da questi anfibi e da queste piante. Il favagello è l’unico tra i ranuncoli ad essere pianta commestibile (in realtà tutte le piante della famiglia delle ranuncolacee sono tossiche) ma va consumato con moderazione perché contiene principi tossici, anche se in misura minore ad altre specie simili.

Le foglie vanno però raccolte prima della fioritura e solo così possono essere mangiate in piccole dosi in insalate miste, altrimenti lessate o aggiunte alle zuppe di magro. Infatti durante e dopo la fioritura si deposita in esse la protoanemonina, velenosa per l’uomo, che dà loro un sapore molto aspro.

La pianta è ricca di vitamina C e una volta veniva usata nella cura dello scorbuto.

Nella vicina Toscana le radici tuberizzate venivano lessate e consumate come gli asparagi, mentre ad Acquapendente proprio le radici erano efficacemente utilizzate per lenire le emorroidi … e lo abbiamo raccontato su Journal of Etnopharmacology.

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Approfondimenti su http://museodelfiore.it/?page_id=356