Capreolus capreolus – Capriolo

Il Capriolo è un ungulato di piccole dimensioni (peso: 20-30 chilogrammi), la cui colorazione da maggio a settembre si presenta marrone rossiccio, mentre per il resto dell’anno assume un colore bruno grigiastro. Il mantello dei giovani è bruno macchiettato di bianco in maniera regolare. I palchi sono presenti da marzo ad ottobre solo nei maschi adulti
Abitudini

La sua attività ha i suoi massimi al crepuscolo ed all’alba. I maschi sono territoriali da febbraio a settembre, mentre le femmine formano dei gruppi insieme ai piccoli dell’anno. La territorialità dei maschi ha una forte influenza sulla densità di popolazione di questa specie.
Alimentazione
Il Capriolo è un brucatore che seleziona gli alimenti più nutrienti e digeribili: molto appetiti sono i giovani getti delle latifoglie e le leguminose erbacee.

Riproduzione
Il periodo riproduttivo ha inizio a luglio. La gravidanza dura 10 mesi a causa della ritenzione dell’ovulo fecondato, i parti si verificano in maggio-giugno con un numero di piccoli da uno a due, assai raramente tre.
Habitat
Il Capriolo è legato ai contesti provvisti di elevata diversità ambientali. Particolarmente favorevoli risultano le zone di ecotono, ovvero le aree di transizione interposte tra un ambiente e l’altro, e quelle provviste di copertura vegetale interrotta da pascoli e radure. E’ presente dal livello del mare fino al limite della vegetazione arborea.

Distribuzione

Il Capriolo è assai diffuso in Europa ed in Italia. A tutt’oggi è molto abbondante nelle regioni nordorientali, ma nuclei consistenti si trovano lungo le Alpi e la catena appenninica sino all’Umbria. In Toscana è distribuito quasi uniformemente dal Tirreno fino ai monti del Casentino. Altri nuclei sono localizzati in Abruzzo, in Molise, nelle Marche ed in Calabria, mentre è assente nelle isole.

Assente fino all’inizio degli anni ottanta, il Capriolo è ormai stabilmente insediato sul territorio della Riserva.

 

Conservazione
E’ una specie in forte espansione, che, grazie anche ad interventi di reintroduzione, sta ricolonizzando le aree ove era scomparsa in epoca più o meno recente.

Relazioni con l’uomo
Il Capriolo può causare danni alla rinnovazione del bosco sia brucando i getti che strofinando i palchi alla base delle giovani piante.

Curiosità
I piccoli dei caprioli vengono partoriti spesso in mezzo a prati di foraggio destinati allo sfalcio, e nei mesi di giugno e luglio questa pratica agricola può causare un’elevata mortalità fra i piccoli.

BIBLIOGRAFIA E ARCHIVIO FOTOGRAFICO:

Museo del Fiore

Archivio Multimediale del Territorio

della Riserva Naturale Monte Rufeno

a cura di Gianluca Forti, Roberto Papi e Bruno Paparatti

© 2001 – Museo del Fiore – Comune di Acquapendente (VT)