Circaetus gallicus – Biancone

Rapace appartenente all’ordine dei Accipitriformi e alla famiglia dei Accipitridi. Aquila medio-grande (apertura alare 1,8 m) con ali lunghe e coda squadrata, testa scura grossa e sporgente, parte superiore marrone, resto del corpo inferiore bianco argenteo o macchiettato di marrone. I sessi sono simili e si distinguono per la voce.

Abitudini

Utilizza una particolare tecnica di caccia: con un volo detto “lo spirito santo” riesce a rimanere in aria fermo contro il vento come un aquilone. In questo modo perlustra il suolo in cerca delle sue prede. Durante la riproduzione è molto vocifero.

Alimentazione
Specializzato sui serpenti come il Biacco, il Cervone e la Biscia dal collare. A volte può catturare rospi, ramarri e piccoli mammiferi.

Riproduzione
Costruisce il nido su alberi sempreverdi (lecci, pini) o al riparo dell’edera in boschi estesi e indisturbati. Depone un solo uovo ad aprile che si schiude a fine maggio. Il giovane s’invola i primi d’agosto.

Habitat
Boschi mediterranei alternati ad ambienti aperti dove caccia (pascoli, coltivi, ecc). 

Distribuzione

In Italia, dove sono stimate circa 400 coppie, è specie migratrice ed estiva con tre principali zone riproduttive : Liguria e Prealpi dal Piemonte al Friuli, costa tirrenica (Lazio e Toscana meridionale), Calabria ionica e Basilicata. Nel Lazio è presente soprattutto nella Maremma laziale e con coppie isolate nelle zone collinari interne idonee, con circa 30 coppie.I

Nella Riserva Naturale Monte Rufeno vi sono 2 coppie.

Conservazione
E’ una specie particolarmente protetta in Italia (Legge sulla caccia) e in Europa (Cites e Convenzione di Berna). La popolazione italiana è stabile. E’ comunque una specie minacciata dal bracconaggio, dalla distruzione degli ambienti idonei e dal disturbo antropico.

Relazioni con l’uomo
Questo rapace, nonostante le dimensioni, cerca di passare inosservato soprattutto nella zona del nido, memore della persecuzione umana che non è del tutto cessata.

Curiosità

Una famiglia di Bianconi, durante una stagione riproduttiva, divora ben mille serpenti ed è quindi meritato l’appellativo di “Aquila dei serpenti”.

BIBLIOGRAFIA E ARCHIVIO FOTOGRAFICO:

Museo del Fiore

Archivio Multimediale del Territorio della Riserva Naturale Monte Rufeno

a cura di Gianluca Forti, Roberto Papi e Bruno Paparatti

© 2001 – Museo del Fiore – Comune di Acquapendente (VT)