Barbagianni – Tyto alba

Rapace notturno appartenente all’ordine degli Strigiformi e alla famiglia dei Titonidi. Maschio e femmina simili con parti superiori castano chiaro e inferiori bianco-argentee; la faccia ha un disco facciale a forma di cuore. Le zampe, ricoperte dal piumino, sono bianche. Le ali sono lunghe, la coda è corta, la testa appare grossa e mobile.

Abitudini

Volo morbido e silenzioso per non spaventare le prede. Generalmente ha abitudini prevalentemente notturne, salvo l’inverno quando può cacciare di giorno. Ha un canto particolare e ben diverso da quello tipico (ululato) di molti rapaci notturni. E’ un grido soffocato, sibilante e tremolante simile al russare o al soffiare di una locomotiva a vapore.

Alimentazione
I piccoli mammiferi costituiscono la preda base del Barbagianni. A seconda delle stagioni e dei luoghi possono prevalere le arvicole, i topi e i toporagni. Possono essere catturati saltuariamente altri mammiferi come talpe, pipistrelli e ratti.

Riproduzione
Ogni anno le coppie occupano i territori di riproduzione a partire da febbraio-marzo. Effettua a volte due deposizioni l’anno. Il nido si trova in cavità o anfratti di ambienti rocciosi, cavità di alberi ecc. Nelle regioni antropizzate, però, tali siti sono per il 90% sostituiti dai rifugi offerti dalle costruzioni.

Distribuzione e Habitat
Diffuso in Italia dal livello del mare sino ai 1.500 m s.l.m. E’ una specie sedentaria.
Nel 1984 occupava 14 casali, ma attualmente ne frequenta solo 1 o 2 senza prove di nidificazione. Le cause di questo fenomeno vanno ricercate nella ristrutturazione di 7 su 14 casali, nella chiusura delle radure e nella diminuzione delle attività agricole nell’area circostante la Riserva (territori di caccia) con conseguente calo nella disponibilità di prede.

Predilige ambienti aperti o misti nelle zone pianeggianti e collinari. Evita solo i boschi compatti. E’ presente anche nelle città.

Conservazione
Il Barbagianni è in diminuzione nella gran parte d’Europa per l’intensificazione dell’agricoltura e l’urbanizzazione. Richiede per la conservazione un’agricoltura tradizionale a bassa intensità, la creazione di prati, pascoli e di margini nei boschi, l’utilizzo di veleni contro i roditori non dannosi alla specie e l’installazione di cassette-nido in aree a forte antropizzazione.

Relazioni con l’uomo
Questo è uno dei rapaci notturni che meglio si adattato alle modificazioni del territorio operate dall’uomo (pascoli, coltivi) e, soprattutto, utilizza per la nidificazione nascondigli offerti dall’uomo all’interno di costruzioni abbandonate e non.

Curiosità

Il Barbagianni è una specie generalista nei riguardi delle proprie prede e quindi lo studio della sua dieta, tramite la raccolta di borre, può fornire dati piuttosto attendibili sulla presenza di piccoli mammiferi notturni di una determinata zona.

BIBLIOGRAFIA E ARCHIVIO FOTOGRAFICO Museo del Fiore

Archivio Multimediale del Territorio della Riserva Naturale Monte Rufeno

a cura di Gianluca Forti, Roberto Papi e Bruno Paparatti

© 2001 – Museo del Fiore – Comune di Acquapendente (VT)