Cytisus scoparius L. – Ginestra dei carbonai

Nomi comuni: Citiso scopario; Ginestra dei carbonai

Si tratta di una pianta pioniera in grado di colonizzare terreni ingrati e quindi di creare una prima copertura arbustiva che potrà essere accompagnata e poi sostituita da veri e propri alberi. Lo si può vedere nei prati o nei pascoli abbandonati e colonizzati da questa pianta: il loro dominio è indiscusso e spesso si formano vere macchie, anche molto estese, in purezza.

Portamento

Pianta a portamento cespuglioso. La struttura è costituita da molteplici fusti che si dipartono dalla base e si ramificano nella parte finale formando un cappello appiattito. Pianta appartenente alla famiglia delle Fabaceae, può raggiungere i 1-3 m di altezza. 

Il fusto è sinuoso ed irregolare. Ogni fusto è caratterizzato da 5 costolature che lo rendono angoloso e ruvido. La corteccia verdastra si scurisce con l’età.

Foglie

Le foglie sono caduche, composte da 3 foglioline, con la centrale più grande delle laterali. La pagina superiore è liscia, la pagina inferiore è più chiara e pelosa. L’inserzione è alterna.

Le foglie superiori a differenza delle altre sono sessili e semplici.

Fiore

Fiori ermafroditi, di colore giallo oro, sono singoli o a coppie all’ascella delle foglie, con la tipica forma delle fabacee, con un grande petalo superiore e quelli inferiori e laterali più piccoli. La pianta fiorisce da maggio a giugno.

Frutto
I frutti sono legumi molto scuri, allungati, pelosi sui margini.

Distribuzione

Ambiente: brughiere su terreno acido, boschetti con vegetazione rada. I limiti altitudinali sono compresi tra 0 e 1400 m s.l.m. 

Predilige ambienti luminosi e riparati, substrati a reazione acida, profondi, a prevalente componente sabbiosa e ricchi di minerali.

Riserva Naturale Monte Rufeno

La specie si trova in Riserva negli aspetti di boschi mesofili.

Utilizzi secondo la tradizione

Contiene un principio assai tossico, la sparteina, con azione cardiotonica. 

Il decotto si usava in compresse applicate in corrispondenza dei reni, per curare i calcoli. 

Mescolando le gemme pestate insieme a fiori di camomilla, con succo d’edera, vino bianco e olio d’oliva, si otteneva un impiastro da applicare sulle tempie in caso di capogiri. 

Per l’uso medicinale i fiori sono raccolti appena sbocciati, altrimenti possono provocare disturbi gastrici.

Curiosità

Come altre fabacee è in grado di arricchire i suoli di azoto: questa capacità ne aumenta la fertilità, creando i presupposti per l’ingresso di altre specie.

Il nome specifico scoparius deriva dall’uso dei rami, difficilmente infiammabili, per la realizzazione di scope per la pulizia dei forni per il pane. 

I rami, posti sulla cima delle cataste di legna a formare le carbonaie, grazie alla loro scarsa infiammabilità, consentivano una combustione lenta, ottenendo così una migliore qualità del carbone. Sempre i carbonai usavano i rami per costruire nei boschi il tetto delle capanne dove in estate lavoravano. 

Da questi usi e dal fatto che cresce abbondante attorno alle carbonaie, deriva il nome volgare Ginestra dei carbonai.

BIBLIOGRAFIA:

Museo del Fiore

Archivio Interattivo del Museo del fiore

Riserva Naturale Monte Rufeno

a cura di Gianluca Forti

© 1999 – Museo del Fiore – Comune di Acquapendente (VT)

Foto di Elena Rocchini