Celidonia – Chelidonium majus L.

La Celidonia è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Papaveracee, alta fino a 70 cm con fusto eretto. Pianta non commestibile e potenzialmente tossica, la Celidonia è invece ben nota per le sue proprietà antimicotiche e caustiche, ideali per contrastare porri e verruche.

Portamento

Pianta erbacea perenne, alta da 30 a 90 cm, a fusto ramificato e a nodi ingrossati.

Foglie

Le foglie sono lobate, alterne, imparipennate, color verde-bluastro, più chiare o grigie nella pagina inferiore.

Fiori

I fiori hanno calice composto da due sepali caduchi e corolla con 4 petali gialli, venti stami, ovario supero.

La pianta fiorisce da aprile a settembre.

Frutto

Il frutto, allungato, apparentemente una siliqua, in realtà è una capsula, ovvero un frutto secco deiscente.

Distribuzione e Habitat

Ha un areale centrato nel bacino del Mediterraneo ma la si può trovare anche in Europa Settentrionale e Russia europea. Cresce spontaneamente nei boschi e nelle zone abbandonate. Viene considerata un’indicatrice di presenza di composti azotati. Cresce anche nei giardini e nelle aiuole, e ricresce ogni anno, per cui è considerata infestante.

Nella Riserva Naturale Monte Rufeno la specie è abbastanza diffusa.

 Utilizzi secondo la tradizione

Pianta non commestibile e potenzialmente tossica, la Celidonia è invece ben nota per le sue proprietà antimicotiche e caustiche, ideali per contrastare porri e verruche. Nella tradizione popolare, infatti, il lattice fresco color arancio della pianta spezzata era applicato direttamente sulla zona da trattare.

Curiosità

Per quanto riguarda il significato, secondo alcuni autori il nome deriverebbe dal greco Chelidon, che significa rondine, in quanto la pianta fiorisce con l’arrivo di questi uccelli. Nel rinascimento di credeva inoltre che le rondini avessero l’abitudine di strofinare i rametti di questa pianta sugli occhi dei nuovi nati per favorirne l’apertura. Secondo altri autori il nome invece deriverebbe dall’espressione latina coeli donum, ossia dono del cielo, in quanto era ritenuta una pianta magica, dotata di poteri soprannaturali. Dal momento che il suo lattice ha un aspetto molto simile alla bile, secondo la teoria delle signature, era considerata una pianta utile contro l’ittero ed altri malanni epatici. In passato si riteneva inoltre che la Celidonia potesse curare gli occhi e far passare il mal di denti.

BIBLIOGRAFIA E ARCHIVIO FOTOGRAFICO Museo del Fiore

Archivio Interattivo del Museo del fiore nella Riserva Naturale Monte Rufeno

a cura di Gianluca Forti

© 1999 – Museo del Fiore – Comune di Acquapendente (VT)